Fermiamo l’orrore in Brunei

Al Parlamento europeo.

Il Brunei ha da poco approvato nuove e severe leggi che prevedono pene raccapriccianti per un’ampia gamma di quelli che le autorità considerano “reati”, tra i quali la morte tramite lapidazione per l’adulterio, l'omosessualità maschile e la blasfemia. L'aborto e i rapporti sessuali tra donne vengono puniti con la flagellazione pubblica.

Queste misure barbariche rappresentano un violazione senza precedenti dei diritti umani in Brunei.

Buona parte degli investimenti stranieri in Brunei proviene dall’Unione Europea. Vi chiediamo di agire subito per sospendere gli accordi di cooperazione fino a quando il Brunei non avrà revocato queste leggi e scelto di rispettare i diritti dei suoi cittadini.

Vuoi sapere se abbiamo vinto questa campagna?

Per via delle nuove regole europee, possiamo farvi sapere se il Parlamento europeo si schiererà con i cittadini del Brunei solo se acconsenti di ricevere delle email da parte nostra.

Quindi, possiamo inviarti delle e-mail su questa e altre campagne urgenti relative ai diritti LGBT+?

Sei sicuro/a? Se selezioni “Sì”, ti informeremo quando il Parlamento europeo deciderà di agire. Puoi annullare la tua iscrizione in qualsiasi momento. Se selezioni “No”, non riceverai altre e-mail e registreremo i tuoi dati solo in questo caso.

Aggiornamento – 18 aprile 2019: pochi giorni dopo aver consegnato più di 58.000 firme al suo Presidente, il Parlamento Europeo ha adottato oggi una risoluzione che condanna le nuove leggi in Brunei e chiede il congelamento dei beni e la revisione degli accordi di partenariato e cooperazione tra l'UE e il Brunei. Continueremo a fare pressione per far sì che questa risoluzione non rimanga lettera morta.

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Queste leggi colpiscono in modo particolarmente agghiacciante la comunità LGBT+ in un Paese che è stato definito come il luogo peggiore per essere gay nel Sud-est asiatico.

In Brunei l’omosessualità è già punibile per legge con una condanna fino a 10 anni di carcere.

Molti cittadini LGBT+ hanno già lasciato il Paese per il timore di essere perseguitati e uccisi. Quelli rimasti ora vivono nel terrore.

Sappiamo che il governo del Brunei si trova dalla parte sbagliata della storia.

Da decenni gli attivisti di tutti i Paesi lottano per costruire un mondo in cui nessuno venga punito per ciò che è e per chi ama. Ed è una lotta che stiamo vincendo: per esempio in India, dove la Corte suprema ha depenalizzato l’omosessualità lo scorso settembre.

Buona parte degli investimenti stranieri in Brunei proviene dall’Unione Europea. Se convinciamo la UE a interrompere questo flusso di denaro, la risultante pressione potrebbe spingere il sultano ad abrogare queste leggi crudeli. Il nostro intervento può impedire che dei cittadini bruneiani siano uccisi a sassate.

Aiutaci a combattere questo assalto ai diritti umani di TUTTI gli abitanti del Brunei firmando subito la nostra petizione.

Pubblicato il 5 aprile 2019.

Questa è una campagna di All Out Action Fund, un'organizzazione non a scopo di lucro di tipo 501(c)(4).